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Dialogo d’Anima completo di Noemi Fiorentino e Barbara Nalin

C’è stato dato il permesso da parte di una cliente di pubblicare uno dei dialoghi che abbiamo fatto con lei io e Barbara Nalin. Ci auspichiamo vi aiuti nelle vostre situazioni personali e anche che vi faccia meglio capire cosa è un dialogo con l’anima.

Buona lettura :

 

Lui: sono momenti strani…

Barbara: in che senso?

Lui: sono alla deriva, non sento niente, solo grande confusione…

Barbara: quindi il maschile è nella notte buia dell’anima…

Lui: nella notte più buia del buio possibile… è terrificante, non vediamo niente intorno, solo desolazione, solo morte, solo sfinimento…

Barbara: sono parole forti queste…

Lui: e il femminile ci ha abbandonato…

Barbara: non lo vedrei in questi termini…

Lui: sai come vi percepiamo noi, Barbara?

Barbara: no, sono curiosa di ascoltarlo…

Lei: siete forti, splendete di luce propria, non avete più bisogno di noi…

Barbara: beh, credo che questo fosse dove dovevamo arrivare, no? Ci avete portato voi a questo, ce lo avete insegnato, mostrato e lo abbiamo sperimentato fino alla morte quasi e ora sembra che abbiamo imparato la lezione…

Lui: sì, ma non credevamo che potesse fare così male… vuoi che ti dica come ci sentivamo finché voi sperimentavate quasi la morte?

Barbara: sì… ti ascolto…

Lui: ok, ci sentivamo potenti, come se avessimo la carta vincente tra le mani… eravamo invincibili… e ci piaceva pure calpestare i vostri resti, i vostri cocci…

Barbara: sono parole forti…

Lui: sì, lo sono… vi sentite anche voi così?

Barbara: no, almeno per quanto mi riguarda, e sono sicura sia così anche per Lei… vuoi sapere come ci sentiamo noi?

Lui: certo!

Barbara: è come se non avessimo più un piano, è come se avessimo perso la partita più importante, ma la cosa bella è che non siamo morte, credevamo che saremmo morte se non avessimo potuto stare con voi, non è così e il nostro cuore ride di gioia per questo…

Lui: vi sentite potenti, insomma, come ci sentivamo noi prima…

Barbara: no, ed è proprio qui la differenza… ci sentiamo quasi in pace perché abbiamo compreso che possiamo vivere anche senza di voi… certo, restiamo nell’amore che abbiamo per voi, questo è innegabile, potremmo mai non amare una parte di noi stesse e forse dopo tutto quello che è successo, quello che abbiamo sperimentato, forse la amiamo anche di più… ma davvero, non credo che ci sia poi molto che possiamo fare se non continuare il nostro cammino…

Lui: noi non riusciamo a fare un passo avanti, un passo verso di voi…

Barbara: lo so, ma state lavorando, state sperimentando nel piano più sottile…

Lui: ho paura di non farcela, Barbara…

Barbara: ce la farai, non credo tu voglia lasciarti morire…

Lui: credi che quelli che decidono per un motivo o per un altro di non farcela, muoiano?

Barbara: non sul piano fisico, forse alcuni sì, ma nell’anima sì, si può morire…

Lui: non voglio morire, Barbara… ho paura della morte…

Barbara: non la stai forse già provando quella morte?

Lui: sì, è proprio lì dentro il mio cuore e mi crea una voragine sempre più profonda, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo e sto male, vorrei strapparmi la pelle dalle ossa… hai idea di cosa voglia dire?

Barbara: perfettamente! Ma passerà, te lo assicuro…

Lui: lo spero, lo spero tanto perché quello che sento è un dolore disumano… non si può vivere con un dolore simile, Barbara, fa troppo male…

Barbara: sì, si può perché con il tempo farà sempre meno male, ma si può e per certi versi si deve…

Lui: penso molto a Lei in questo periodo… mi chiedo cosa fa, come sta…

Barbara: potresti sempre chiamarla, no?

Lui: non sono libero, Barbara…

Barbara: lo so! Ma non credo rimarrai in quella situazione per molto…

Lui: lo so! Ma per ora il senso di colpa mi tiene ancora agganciato a questa situazione… ma lei mi manca… la sento distante, per certi versi, come se si fosse rafforzata, come se non avesse più bisogno di me…

Barbara: l’amore per te c’è sempre…

Lui: sì, ma come hai detto tu, può vivere anche senza di me…

Barbara: questo è innegabile e per fortuna, dico… cos’altro potrebbe fare? Dimmelo tu? Aspettarti all’infinito? Aspettare che tu prenda la tua decisione? Rimanere così nel bisogno di te per tutta la vita?

Lui: certo che no! Non desidero questo per lei! Voglio che sia felice! Ma vorrei che lo fosse con me!

Barbara: di cosa stiamo parlando? Non puoi lasciare la situazione in cui sei per il senso di colpa verso la tua famiglia, ma vorresti che Lei fosse felice con te! Mi sembri un po’ tanto confuso…

Lui: e lo sono! Puoi farmene una colpa?

Barbara: beh, aggiungi anche questo al tuo senso di colpa, colpa più colpa meno, non credo che faccia poi molta differenza… dai, credo che tu possa fare di meglio…

Lui: come? Le ho presentato anche il mio amico! Ho pensato a lei! Le ho presentato un uomo che sapevo le sarebbe piaciuto, hai idea della fatica che ho fatto, della gelosia che ho dovuto ingoiare?

Barbara: ma lei hai presentato un uomo sposato! Stai scherzando?

Lui2: posso parlare?

Barbara: sì…

Lui2: Lei è una donna splendida… ma…

Barbara: sei sposato e bli, bla, blu… ma ci siete o ci fate? Dico, stiamo scherzando? Avete degli impegni e però vi permettete la scappatella! Ma per piacere!

Lui: non mi piace questo piano materico, possiamo tornare più in alto?

Barbara: non ti piace perché qui vediamo le cose come sono nella materia…

Lui: sai anche tu che non è come appare qui…

Barbara: sì, ma noi viviamo qui e ora secondo me dobbiamo vedere le cose come ce le mostrate qui nella materia, non possiamo rimanere appese all’animico, dove tutto è bello, stupendo, dove ci dite che ci amate e che tutto sta andando perfettamente… credo che io e Noemi abbiamo il dovere morale di portare l’attenzione delle persone che si rivolgono a noi al qui e ora, perché è giusto che progrediscano anche qui…

Lui: lo fareste comunque anche rimanendo agganciate all’animico…

Barbara: sì, ma quello che mi arriva è che se vediamo le cose per come stanno qui, saremo in grado di accelerare i tempi e di creare quel famoso “codice di sblocco” di cui tanto parla Noemi… ti lascio a Noemi ora… grazie…

Lui: grazie, Barbara… passerà, vero?

Barbara: sì, passerà, passa tutto… abbi fiducia…

Lui: vabbè Noemi…detto tutto…

Noemi: mm… ok…

Lui: possiamo anche non parlare…

Noemi: va bene…

Lui: così semplice?

Noemi: sì…

Lui: non insisti?

Noemi: no

Lui: perché?

Noemi: penso tu possa decidere

Lui: ne sei sicura?

Noemi: sì. Sei un uomo no?

Lui: sì… sì, certo

Noemi: bene…

Lui: aspetta, forse no.

Noemi: in che senso?

Lui: voglio due cose contemporaneamente che si escludono.

Noemi: in realtà tu NON vuoi due cose contemporaneamente che si escludono. Hai non scelto due strade contemporaneamente… dimmi tu se questo dà energia al tuo percorso…

Lui: cioè??

Noemi: cioè, hai non scelto Lei e non scelto la tua relazione. Sei a metà fra una non scelta e l’altra… così va… te la butto cosi…

Lui: oh cazzo. Sì.

Noemi: eh.

Lui: e quindi?

Lei: e quindi penso che la tua relazione stia andando a morire perché ti dà un senso di noia. Sei noioso solo a sentirti!

Lui: oddio, veramente? Si percepisce?

Noemi: trasudi noia.

Lui: cazzo, quindi? Che devo fare?

Noemi: penso niente, ti riesce bene

Lui: Dai, Noemi.

Noemi: tesoro… non devi fare nulla. La tua relazione sta morendo, vedi al massimo di non morire tu.

Lui: La cercherò ancora.

Noemi: sì, sicuramente ci sarà un altro round, però se ti presenti a lei con questa energia. Davvero, non la vedo bene

Lui: eh lo so, ma che devo fare. Sono così adesso.

Noemi: infatti… hai un percorso che stai facendo

Lui: non possiamo farlo insieme? Che siamo a fare qui scusa!

Noemi: Che dobbiamo fare? Vuoi vivere o no? Vuoi cambiare le cose oppure no? Sei morto, spento, cos’altro si deve fare??

Lui: io vorrei, ma…

Noemi: cosa ti ferma dal prendere una direzione. Per favore spiegami

Lui: non ho le capacità per fare il salto

Noemi: bella stronzata.

Lui: lo credo davvero, però.

Noemi: sì, lo so che lo credi. Ma non è così insomma.

Lui: me ne accorgerò quando lei veramente si sentirà innamorata di un altro.

Noemi: deleghi ancora a lei? Lei non sta più delegando a te.

Lui: sì. Rimando. È vero.

Noemi: Fai qualcosa per te adesso. Non essere sempre nella mediocrità di te stesso. Sei veramente imbarazzante.

Lui: mi feriscono le tue parole. Mi fanno male al collo. Mi fanno venire tensione.

Noemi: la tensione è inevitabile per essere spezzata e portare al cambiamento. Lo dovresti capire adesso. È il momento.

Lui: sono paralizzato nel grigio, non riesco a muovermi.

Noemi: va bene. Ti muoverai. Vai a percepire il senso di morte che ti sta per sopraggiungere, oltre questo spazio indefinito. Arriverà il dolore per tutto ciò che potevi fare ma non hai fatto. Smetteranno di esserci le conferme dall’esterno e ti sentirai solo. Lì farai il confronto ed è abbastanza vicino.

Lui: farà male.

Noemi: abbastanza.

Lui: e poi?

Noemi: e poi ne riparliamo. Hai dieci giorni abbastanza tosti. Ci risentiamo a quel punto.

Lui: mi fa male tutto.

Noemi: coraggio. Il processo è iniziato.

 

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