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Fiamme Gemelle – Speranza e Confusione di Barbara Nalin e Noemi Fiorentino

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Stamattina mi sono svegliata e la mia amica e socia Barbara Nalin  era un fiume di emozioni. Il mio telefono era pieno dei suoi messaggi e la mia mail aveva un suo scritto preziosissimo. Nella sua immediatezza ha scritto cosa sentiva, in modo genuino e diretto. Riporto qui lo scritto e aggiungo a posteriori cosa mi ha scatenato.

“Ci sono relazioni, incontri che quando ti capitano ti sconvolgono la vita, te la mettono sotto sopra, che sono così impattanti nella tua vita che inizialmente pensi: “Oddio, sono finalmente arrivata a CASA, sono finalmente ritornata a ME!”

E per un periodo – che può essere breve o lungo a seconda quello che abbiamo deciso prima di arrivare qui – ti sembra di essere racchiuso in una bolla d’amore, ti sembra che l’altro comprenda ogni cosa di te, che ti rispecchi perfettamente, insomma pensi per davvero di aver trovato l’altra parte di te, l’altra metà della mela perfetta e insostituibile!

E poi arriva la separazione, devastante, distruttiva, ti sembra che la pelle ti venga strappata dalle ossa e pensi che non arriverai a domani con quel dolore che ti porti nel cuore e nell’anima. Ti sembra di impazzire e pensi che non ce la farai mai… E allora in un turbine di emozioni sempre più devastanti, ti affidi ad altri per sapere cosa sta succedendo, come tu possa provare un dolore così dilaniante e non fai altro che interrogarti come sia possibile che tu non riesca a stare senza quella persona alle volte, e qui mi viene da dire, il più delle volte, così totalmente e completamente diversa da te. Finalmente, lungo il tuo percorso, incappi nelle persone giuste e ti spiegano che siete – tu e lui – Fiamme Gemelle. Sgrani gli occhi, hai sempre sentito parlare di anime gemelle, ma mai di fiamme gemelle. Cosa diavolo sono queste fiamme gemelle? Ti informi, leggi, vai da chi canalizza, da chi fa letture e finalmente capisci e tutto ha un senso. Il tuo gemello specchia tutto di te, pregi e difetti, e finché non vi sarete spogliati di tutto l’ego di cui siete impregnati, non ci sarà riunione. Nel loro libro Viaggi Quantici, Joy e Roy Martina affermano:

 

<< Più è forte l’ego, maggiore è il bisogno di differenziarsi dall’altro e di rimanere separati >>

 

Ok, ti dici, sì, è vero, mi è tutto chiaro. Ma come, ti chiedi? Come posso farlo? Come posso liberarmi di tutto l’ego che mi tiene separata da LUI? È difficile, lo so, e per quanto ci diciamo che l’unica cosa da fare è rimanere nella fiducia, spesso è molto difficile, spesso ti senti delusa, amareggiata e sovente senti di essere sempre allo stesso punto. È pur vero che a volte si apre uno spiraglio, intravedi la luce e ti dici: “Dai, che questa volta ci siamo! Dai, forse…” E subito dopo, non sai come, questo spiraglio si chiude, vedi la porta che si chiude a doppia mandata davanti a te… e tu rimani lì, basita, sconvolta a domandarti come sia possibile che sia accaduto di nuovo! E maledici l’universo, gli angeli, te stessa, lui e ti dici che hai bisogno di una svolta e che questa è l’ultima volta…

Beh, non sarà l’ultima volta perché per quanto ci convinciamo che è chiusa, che questa volta lo è per davvero, che possiamo scegliere “altro e oltre”, dopo poco ci chiediamo se è davvero possibile scegliere e la risposta è: “No, non possiamo scegliere, questo amore non si sceglie, semplicemente è” e quindi torniamo sempre “sul pezzo”, sempre più convinti dell’amore che proviamo per lui/lei.

Oggi è una di quelle mattine in cui mi sembra che tutta la speranza, la fiducia che avevo riposto siano state vane e mentre una vocina dentro di me mi martella dentro, riprendendomi: “Ma quanto sei davvero stata nella fiducia di questo amore? Un’ora, due ore, un giorno? Quanto?” Gran poco devo ammettere, perché il mio ego ha fatto da padrone!

Non ho risposte assolute, non ho bacchette magiche, non ho una formula azzeccata, non ho un brevetto che possa risolvere ogni cosa, cerco solo nella mia assoluta umiltà di aiutare gli altri a fare piccoli passi nella loro evoluzione e ad aiutarmi con le loro storie a fare altrettanto. Ringrazio tutte le persone, le donne fantastiche, che si sono affidate a noi per esserci sempre e per insegnarmi quanto sia grande la potenza dell’AMORE! ” (Barbara Nalin)

 

Appena ho terminato di leggere una grandissima dolcezza mi ha pervaso, dolcezza perché lei si è esposta in modo nudo a ciò che è, ha parlato del suo sentire senza erigersi a colei che sa, ma anzi riconoscendo che ciò che la caratterizza è solo il suo non sapere, ma il suo voler essere, esistere e vivere.

Le sue parole sono le parole di molti di noi, parole che personalmente mi hanno bombardato negli anni passati più e più volte, cosi tanto da sfinirmi. E questa stanchezza mi ha condotto sempre di più a interrogarmi su cosa stessi facendo e sul perché non riuscissi a essere felice. Io volevo essere felice e dentro di me sapevo che non potevo continuare a raccontarmi questa favola per cui “in due è possibile, da soli no”.

Così ho cercato di fare una cosa che sembrava difficilissima: amare, ma cercare la mia felicità a prescindere dall’altro.

Come si fa a stare bene da soli e poi a non isolarsi? Una domanda che mi ha mosso in ogni direzione possibile nella speranza di trovare una condizione ideale. Di sicuro sapevo una cosa: doveva essere necessariamente possibile. Ed è stato possibile, fin ad oggi, però  a una condizione che, chissà, mi piacerebbe prima o poi riuscire a depotenziare (la mia prossima sfida!), ovvero quella di sapere che la felicità non era una condizione costante di gioia, ma piuttosto di pienezza dell’esistenza, di presenza, di sostanza, di osservazione e di vissuto contemporaneamente.

Allora ogni volta mi si aggiungeva un tassello, ogni volta che lasciavo che il dolore fosse profondo e pervasivo e credevo potessi scomparire – o fosse meglio cosi –  cercavo di ricordare il mio sorriso, quello che da piccola illuminava il mondo, ma, cosa più importante, illuminava me…Ecco…

Quel sorriso mi ricordava quale fosse la verità. LA verità era la felicità. E allora, nonostante il dolore, rimaneva la felicità di fondo a tirarmi e a ricordarmi che era solo un passaggio. Mi stringevo forte forte al mio sorriso, che anche se non c’era in quel momento, era sempre dentro di me e poi mi risvegliavo più forte di prima. E se voltavo lo sguardo, sentivo che avevo ancora voglia, giorno dopo giorno, di innamorarmi, sempre. NOn potevo rinunciare a quella dolcezza e quella infinita potenza e bellezza. L’amore era troppo bello per essere dimenticato da me. In fondo, l’amore era come quel mio sorriso.

E cosi, tra su e giù, tra sorrisi e lacrime, tra amore e tentativo di non-amore, sono arrivata qui, proprio come Barbara, e con l’assoluta certezza che sì, si può essere felici, non importa quanti ottovolanti si dovranno fare, quante prove e quante connessioni si debbano provare. La felicità esiste, coincide con l’amore ed è qui, dentro di noi.

Ed è per questo che, con umiltà, io e Barbara ci siamo per chiunque sia in risonanza con ciò che noi crediamo. Ci siamo unite per creare dei percorsi di consapevolezza, pensati su misura, che abbiamo chiamato “pacchetti benessere” e di cui trovate le informazioni cliccando  Qui

Amore è il percorso, la destinazione, la fonte, la presenza. Tutto. E’ per questo che dovremmo essere disposti a tutto per amare.

Noemi Fiorentino Barbara Nalin

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