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Se non coincidi con le tue aspettative, cambia le aspettative

Se non stai raggiungendo l’ideale che ti sei prefissato, non sentirti in colpa. Non adesso. Non ti bloccare in pensieri negativi tali per cui aspiri a qualcosa che non sei ancora.

E’ un periodo in cui tutti pretendono. Pretendono da se stessi e dagli altri. La cosa può essere particolarmente difficile da reggere, perché non si sa cosa fare per rendere contenti (se stessi…e gli altri).

Tua madre si aspetta qualcosa da te, tuo padre se ne aspetta un’altra. Lo stato spera tu sia in un modo, il tuo partner anche, la tua amica…anche, il tuo datore di lavoro…anche, i tuoi collaboratori…anche.

C’è un movimento da parte di tutti nel cercare di “accaparrare” qualcosa dall’esterno, come un ultimo lembo di un lenzuolo a cui appendersi nel momento in cui ti sei lanciato dal tetto. La metafora pare azzeccata, perché in effetti, costretti o volenti, tutti abbiamo saltato. E godersi il volo ancora non è semplice, siamo frastornati dal cambio di gravità e dall’accelerazione della caduta, per cui tendiamo ad aggrapparci a qualsiasi cosa si muova o sembra poterci sostenere. Ed ecco che, senza volerlo, graviamo su gli altri, li tratteniamo, cerchiamo di incastrarli in giudizi che forse non avevano senso di esistere. E riceviamo lo stesso trattamento, perché siamo un po’ tutti agitati in cerca di qualcosa. E allora, se non coincidiamo con le aspettative dell’ambiente, iniziamo a scalciare e a giudicarci, a rimproverarci di non aver fatto abbastanza, di non aver ancora compreso alcune dinamiche, di dover ancora lavorare. Ci sentiamo un po’ martoriati, continuiamo sempre a posticipare il momento in cui accettarci. Sembra, in effetti, così facendo, non arrivare mai sto momento.

Ma, magari, possiamo anche ipotizzare che il momento perfetto nel quale divenire ultra mega stra evoluti e corrispondenti alle nostre aspettative….potrebbe arrivare…come…no?!

O, magari, arriverà solo quando noi ci saremo accettati con le nostre evoluzioni e involuzioni, con le nostre bellissime qualità e peggiori caratteristiche. E se, guardandoci allo specchio, riusciremo a farci una bella risata per ciò che siamo, sorridendoci e ben sapendo che nessuno è perfetto, ma comunque ci andiamo tutti bene così, forse a quel punto ci sembrerà tutto vero, autentico e…sì…perfetto.

Si dice spesso che l’imperfezione è perfezione, ma non sempre ne comprendiamo il paradosso dialettico. Non mi interessa, d’altronde, portare una conclusione logica e una sintesi verbale a tutto questo, ma solo passare un messaggio secondo me importante: siamo tutti belli. Si, lo so, può sembrare una frase new age, ma non mi sento di dirla da questa prospettiva. Vedo continuamente gente che non si sopporta. Non sopporta l’altro e non sopporta se stesso. Io, certe mattine, mi guardo e mi sembro così bella, ma certe altre mi sento un mostro. Come mai? E, nel momento in cui me lo domando, scopro che ho aspettative su aspettative su come dovrei essere, su cosa dovrei fare, su quello che dovrei ottenere, portare avanti, raggiungere, ecc.

E quando, finalmente trovo questo inghippo e mi rilasso pensando che, in fondo, non devo essere niente di più di quello che sono, sento una profonda quiete e, in automatico, una sincera accettazione di chi è l’altro e del gioco che portiamo avanti nella nostra vita: litighiamo, ci facciamo la guerra, ci vogliamo bene, poi cambiamo idea, abbiamo paura, poi ci sentiamo forti, poi disperati, poi orgoglioso e saccenti.

Tutto e il contrario di tutto. E’ bello giocare a essere qualsiasi cosa, non immagino una vita noiosa e sempre pacifica. Basta solo che ci ricordiamo sempre che stiamo giocando, altrimenti non è più così divertente.

Noemi Fiorentino – Ritornare all’Anima – Tarocchi, Mandala, Danza, Pranoterapia

 

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