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Ti incontro e mi incontro in altre dimensioni

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Dove ti trovi?

E’ un luogo stagnante, dove molte persone sono rimaste lì per tanto tempo. L’atmosfera è paludosa e chi è rimasto qui ha i connotati confusi con il paesaggio. Molti sono rimasti attaccati all’acqua che si trova in alcuni punti e la loro pelle è come fosse in uno stato di mutamento, per cui alcuni, dei pezzi restano incollati alle altre forme chi si trovano in questo luogo.

La sensazione che ho è di confusione. Nessuno riesce bene a distinguere quando inizia il proprio spazio e quando finisce lo spazio di qualcos’altro.

Io non sono come loro, osservo ciò che vedo, ma ho miei confini. Mi guardo le mani, esistono, le vedo, le sento, sento il mio corpo. Quasi mi stupisco per questo, per non essere più come loro.

E’ ora di andare.

Si. E’ ora di andare e una tristezza profonda mi assale. Lasciare qui tutte queste persone, tutte queste anime e non aver potuto fare niente per aiutarle a definirsi.

Mi sembrano così indifferenti a me. Non interessa loro che io le salvi, nessuno di loro in realtà sa che io posso salvarle. Nessuno di loro in realtà sa che esiste qualcos’altro al di fuori di questa condizione.

E’ ora di andare.

Mi sembra quasi di strapparmi via a queso spazio. Ci sono cresciuta, capisci? Ho vissuto così tanto in questa inconsapevolezza, in questa confusione, che lasciare questo panorama mi fa sentire senza casa, senza famiglia.

Amore mio, è ora di andare.

Così sia, allora. Faccio un ultimo giro, li guardo contorcersi, annuso quell’odore stantio che per tanto tempo ho considerato odore di casa, accarezzo, o ci provo, i loro volti deformati. Al mio tocco si ritraggono, non mi vedono ma mi percepiscono, percepiscono la mia energia e ne vengono disturbati.

Amore mio, andiamo, non ti fa più bene stare qui.

Ti tengo la mano per farti sentire l’energia nuova che stai per raggiungere. Ti faccio sentire la forza che ti aspetta dall’altra parte, ti stringo d’amore per farti notare la differenza fra ciò che sei stata e ciò che adesso, per sempre, sarai.

Nuova, pulita, leggera, viva, innamorata, protetta.

Lascia alle anime la scelta, esse sono tue sorelle che mai si separeranno da te. Esse ti raggiungeranno, un giorno. Ma adesso né tu, né loro avete più percorsi da fare insieme sul piano della tridimensionalità. Quindi, amore mio, prosegui, vieni insieme a me a costruire una nuova casa. Ti piaceranno le nuove pareti e potremo cambiarle ogni volta che vorrai, perché nulla è più definitivo, se non l’amore che sei.

Lasciamo adesso questo luogo insieme…

Prendo la mano del mio amore e guardo i suoi occhi color nocciola Mi fido di lui, mi fido di te, mi fido di me.

Non mi guardo più intorno per salutare. Adesso sento solo addosso la trasformazione, l’ascensione di un corpo con vibrazioni diverse.

Sto volando verso di te. Sto volando verso di te.

Noemi Fiorentino

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3 Commenti

  • 11/02/2018 di 18:32
    ferdinando

    parole..come le mie…ad alcuni possono essere utili continua il tuo lavoro….io mi limito a guardare il giardino tu fai…brava a non rispondermi..e spero di non aver fatto perdere tempo

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  • 11/02/2018 di 18:29
    ferdinando

    sono nel posto giusto nel tempo giusto non chiedo nulla non do nulla..semplicemente sono dove andare? lui mi comprende e mi riempie..non esiste altrove lasciati andare abbandonati alla vita….qui e ora non esiste altro tempo .altro luogo annega nell’amore che ti circonda…

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    • 11/02/2018 di 18:35
      ferdinando angeleri.

      c’e’ chi fa e chi guarda furi dalla finestra scorrere la vita…..tu sei tra i primi io non faccio nulla..un tempo forse ora non piu’ brava noemi e non occorre che mi rispondi hai gia’ perso abbastanza tempo a leggermi

      Commento

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