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Ti prego, adesso scegli amore mio

Lo so. Lo so che tutto sembra andare male. Che non sai dove guardare. Che il tuo lavoro ti insegue, che proprio domani non ci vuoi entrare nella vita, nella giornata, in quel marasma di gente, di corri e sbatti, di corpi che camminano veloci, mentre tu ti trascini, quasi storpio, con peso da elefante. e sembra che nessuno si accorga che tu hai questa difficoltà, sembra quasi tu sia l’unico a vedere la follia che divaga in giro. Ti sembra che non ci sia una cazzo di via d’uscita. Non te lo immaginavi così, non lo avevi sognato, così. Prima era diverso, prima eri entusiasta delle cose che facevi. Adesso tutto è diventato monotono, ordinario, faticoso, doloroso, ti toglie l’aria.

Il tempo ti arranca addosso, non hai neanche modo di accorgerti che stai respirando. Tutte quelle cose che ti dicono sulla bellezza della vita, sull’essere presente a te stesso, ti sembrano tutte stronzate, ti sembrano cose campate in aria e, anche volendo, non sapresti neanche come metterle in pratica. E’ tutto troppo confuso. E’ tutto troppo inafferrabile. Hai perso di vista la meta, non sai dove stai andando. Prima almeno avevi un obiettivo. No, adesso non ce l’hai. Adesso non sai neanche cosa vuoi.

Quelle ragazze, quelle donne, quegli uomini o ragazzi, neanche ti interessano più. Prima scandivano le tue giornate, l’amore ti accompagnava, la voglia di innamorarti ti seguiva contenta. Adesso ha perso di importanza anche quello. Se non ci sei tu, che senso ha trovare qualcun altro, hai iniziato a percepirlo anche tu. Che diavolo sta succedendo? Non senti più neanche l’urlo di una carezza. Dio, come ti manca una carezza, una carezza VERA. Non ti interessa più nulla che non sia vero, ma la verità non la vendono più da nessuna parte, ti dici. O comunque, non la trovi.

Lo so. So tutto questo, amore, amica, amico, fratello, sorella mia, mamma, papà. Lo so.

E, di fronte a tutto questo, che possiamo fare?

Amore, amica, amico, fratello, sorella, mamma, papà, voglio dirti una cosa così importante che devi aprire il cuore per riceverla bene: non cambia niente , se non sei tu a cambiare. Niente. Continuerai a sbattere la testa contro quel muro che tu stesso hai costruito e – la cosa peggiore –  è che non sai neanche di averlo costruito.

Vedo il tuo conflitto, che è anche il mio. Abbiamo costruito limiti credendo che ce li avesse messi la vita, ma non è stata lei, siamo stati noi per sbatterci contro e farci male, tanto male, fin quando non divenisse impossibile scappare da se stessi. Questo dolore, questo vivo e sanguinante dolore è l’unica cosa che ti sta salvando la vita. Perché l’insofferenza verso il tuo presente ti darà la disperazione giusta per riprenderti ad ogni costo l’aria che non stai più respirando.

Quando in apnea ancora devi stare prima di sentire che…non ce la fai più, DEVI trovare l’aria. Devi farlo. Allora ti muovi, scalci, cerchi il punto da cui riemergere. No che non muori, la superficie ti aspetta, ma tu non hai tempo per pensare adesso, devi solo agitarti e cercare disperatamente il filo di acqua che ti riconnette all’aria.

Eccolo. Dio santo, eccolo. Sei riemerso.

Come? E’ stato il delirio del dolore, della sofferenza che ti hanno spinto a muoverti a casaccio per cercare la via, per trovarla. Come un topo in un labirinto, per prove ed errori, tu hai trovato la via.

E, accorgiti, ti prego, che vivi in un pianeta che, da solo, è un miracolo. ti rendi conto che la mattina tu ti affacci alla città e ci trovi la luce? Ti rendi conto che quella luce tu la puoi respirare? Ti rendi conto che siamo alla distanza giusta dal sole affinché non veniamo né bruciati né lasciati morire dal freddo? Ti rendi conto che questa distanza giusta è un vero e proprio miracolo, altrimenti chiamato equilibrio perfetto? Siamo in equilibrio perfetto, su un pianeta che ci dà da vivere e che ci fa brulicare di pulsione fresca e malediciamo l’essenza di ogni nostro giorno. Ma ti rendi conto che il tuo corpo, quello che dai per scontato quando ti siedi su una sedia, è una bilancia in perenne movimento. Ti rendi conto della stupenda concatenazione di apporti, che non puoi neanche contenere tutti in un ragionamento, combaciano affinché tu possa respirare, deglutire, vedere, sorridere, piangere, muoverti, parlare?

No che non ti rendi conto, perché se te ne rendessi conto, saresti felice anche solo di esistere.

E invece abbiamo dato per scontata l’esistenza, credendo che tutto ci fosse dovuto e bestemmiando quando qualcosa va contro ogni aspettativa.

Ben venga, ti dico, che vada contro ogni nostra aspettativa, almeno ci diamo una svegliata, almeno ci ricordiamo che siamo un evento cosmico, che ognuno di noi lo è. Almeno iniziamo a sentirci felici se una farfalla ci passa davanti o se un fiore si è schiuso al mattino e ha inondato di viola i tuoi occhi.

Sei prezioso amore, sei prezioso come ogni cosa che esiste. Ma continui a guardare alle cose che per te sono storte, senza vedere invece che sei un essere stupendo. C’è tanto amore, oscurato dai pensieri di guerra e dalla guerra stessa. Allora, da che parte vuoi stare? Vuoi continuare a vedere la morte? Perché è la morte che vedrai sempre di più. Vuoi vedere la vita? In questo caso è la vita che vedrai sempre di più. Il libero arbitrio non te lo posso togliere, però posso guardarti con tutto l’amore del mondo che riesco a contenere e aspettare che tu faccia la tua scelta. I buchi neri non sono per noi. Noi siamo tutti stelle, splendiamo nell’oceano della vita.

Scegli i miei occhi che sorridono, amore. Scegli la vita, se vuoi renderti felice. E, con la tua felicità, io sarò felice come una bambina la mattina di Natale, poco prima di scartare i doni più belli sotto l’albero.

Grazie.

Noemi Fiorentino

Pagina Fb:  Psicologia Creativa – Tarocchi, Mandala, Danza, Pranoterapia

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