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Tu come vivi il tuo corpo?

Per tutta la mia vita ho guardato al mio corpo come se fosse qualcosa da giudicare, da sistemare, da delineare meglio, da correggere. Ed intendo tutto il corpo.

La mia vista, che è carente, era un problema? Si doveva “sistemare”. Il braccio in cui ho delle vene particolari ha subito più e più interventi per essere corretto, con dolori forti conseguenti. Acciacchi, influenze, contratture, malesseri. Quante volte io e ciascuno di noi ha guardato dall’alto il corpo per studiarlo e capire che farne?

Solo oggi mi rendo conto di quanta dissociazione ci sia in una cosa del genere, seppure mi sia sembrato sempre naturale farlo. Le mie gambe non andavano bene, troppo piene, i glutei un giorno troppi, un altro giorno pieni di cellulite, ancora un altro giorno spariti; il seno assente, la pancia gonfia, il collo contratto, il viso poco sorridente o troppo sorridente, pieno di imperfezioni, i capelli sporchi, grossi, disordinati.

Che cosa mi è successo per tutto questo tempo? Com’è stato possibile che non mi sia accorta di quanto poco amore io abbia nutrito per me stessa? Di quante volte il messaggio inviato al mio essere sia stato “aspetta, Noemi, non vai bene così”.

E non mi fermo qui, ci metto in mezzo anche la sessualità. Dovevo apparire in un certo modo, dare piacere, mantenere una movenza, avere un volume nella voce. E, durante tutto il processo, il giudizio è rimasto attivo, che fosse mio o che fosse da me attribuito all’altro.

Quanta tensione posso vedere adesso? Quanta fatica, semplicemente per esistere. Quanta poca libertà di essere me stessa.

Riesci a vederlo anche tu adesso? Riesci a individuare tutte quelle volte che non ti sei permesso o permessa di essere e basta?

E quando siamo in questo stato, come possiamo chiedere all’altro di amarci? ci hai pensato?

Pensaci…respira…impara a fare l’amore con te sempre di più.

Noemi Fiorentino

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